{"id":199,"date":"2022-09-13T09:00:25","date_gmt":"2022-09-13T09:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/unisociologia.it\/?p=199"},"modified":"2022-11-15T10:33:05","modified_gmt":"2022-11-15T10:33:05","slug":"questa-e-una-prova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/unisociologia.it\/?p=199","title":{"rendered":"Consulenza sociologica: una storia di vita tra promozione e prevenzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l1 level1 lfo2\"><!--[if !supportLists]--><b>1.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/b><!--[endif]--><b>Presentazione<\/b><\/p>\n<p style=\"margin-top:0cm;margin-right:21.2pt;margin-bottom:8.0pt;margin-left:14.2pt;text-align:justify;line-height:normal\"><span style=\"font-size:10.0pt\">\u201cCarissima Francesca, grazie! Grazie per avermiaiutato a capire me stessa e il mondo che mi circonda! Grazie per il tuosostegno silenzioso, per non avermi mai dato risposte preconfezionate, ma peravermi sempre aiutato a pormi le domande giuste, quelle che mi faceveno metterein discussione tutte le mie prospettive aiutandomi a vedere il mondo da unaprospettiva diversa. L\u2019anno che \u00e8 passato \u00e8 stato molto difficile per me,perch\u00e9 ho dovuto prendere delle decisioni che mi hanno consentito di affrontarequelle relazioni che mi facevano soffrire e di cambiare le regole del gioco.Grazie perch\u00e9 in questo modo ho affrontato anche ci\u00f2 che mi appariva incerto einaspettato (\u2026) F.\u201d <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Ho deciso diaprire questo articolo con la lettera di ringraziamento di una clienteinviatami al termine del suo percorso di consulenza, perch\u00e9 questi sono glieventi che ripagano un professionista di tutto l\u2019impegno, gli sforzi, leenergie spesi e i dubbi che necessariamente accompagnano un intervento socialefortemente impregnato di quella che Wright Mills chiamava \u201cimmaginazionesociologica\u201d quella competenza che rende ogni relazione un territorio daesplorare e da ridefinire con costante circolarit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Sono sociologaormai da pi\u00f9 di vent\u2019anni, gran parte dei quali passati dividendomi tra lacarriera accademica e quella professionale. Mi sono occupata principalmente diricerca e di didattica nel campo della salute e degli stili di vita fino al 2003quando, dopo essermi specializzata, in socioterapia presso A.I.S.T(Associazione Italiana di Socioterapia), mi sono sentita fortemente motivataverso l\u2019intervento sociale, soprattutto per quanto attiene l\u2019ambito dellapromozione e della prevenzione. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Ho iniziatocos\u00ec a proporre al pubblico seminari e conferenze attinenti agli ambitidisciplinari che avevo fino ad allora coltivato (salute e stili di vita attivi,comunicazione e processi culturali) integrando via via le mie conoscenze inambito sociologico con lo studio di altre discipline affini e\/o complementari (filosofia,antropologia culturale, psicologia, storia delle religioni, yoga, storia dellamedicina, nutrizione, ecc..) cercando di acquisire pi\u00f9 competenze possibili insvariati ambiti del tessuto sociale, trovando utilit\u00e0 anche nelle conoscenze disociologia della devianza acquisite con il Dottorato in Criminologia. Per moltotempo ho osservato avidamente tutto quello che mi circondava, trovando spuntidi riflessione anche nei pi\u00f9 piccoli eventi del quotidiano e prendendonepuntualmente nota. Ma, soprattutto, ho lavorato su me stessa, non solo percostruire la mia identit\u00e0 professionale, ma per utilizzare me stessa come\u201claboratorio in fieri\u201d, per sviluppare la necessaria autoriflessivit\u00e0 per comprendereil mio sistema di rappresentazioni e quello altrui, per comprendere la naturadelle discrasie che avvertivo e individuare dei metodi per superarleriorganizzando il mio sistema di relazioni. L\u2019occasione per intrattenere la miaprima consulenza sociologica individuale si \u00e8 manifestata naturalmente, quandoprobabilmente l\u2019acquisizione degli strumenti di ricerca e di intervento cheavevo sperimentato sul mio vissuto si era fatta parte integrante della miaidentit\u00e0 personale e professionale. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">La difficolt\u00e0maggiore che incontrai e che, tuttora, talvolta incontro, fu quella di definirela natura dell\u2019intervento. Sicuramente ci\u00f2 che propongo \u00e8 un processotrasformativo, laddove sussista nella persona un disorientamento, una discrasiao semplicemente una intrasparenza nel proprio vissuto e delle strategie peraffrontare le sfide della vita. Molti lo chiamerebbero \u201cpercorso di crescitapersonale\u201d, ma trovo questa etichetta un po\u2019 inflazionata, troppo utilizzataanche in ambiti non propriamente scientifici e, talvolta, anche di dubbioaccreditamento. Preferisco ancora chiamarla genericamente consulenza sociologicao, detta all\u2019inglese, che d\u00e0 sempre un\u2019aria di internazionalit\u00e0: sociologicalconsultancy. A chi vuole poi entrare maggiormente nel dettaglio, spiego quantoriportato nella descrizione del codice Ateco sulla base del quale ho o ottenutola mia partita iva: \u201cRicerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienzesociali e umanistiche. Studi sistematici e creativi intrapresi nel campo dellescienze sociali e umanistiche (economia, psicologia, sociologia,giurisprudenza, linguistica e lingue, arti, ecc.). Tali studi mirano adarricchire il bagaglio di conoscenze esistenti e a migliorarne l\u2019utilizzazione\u201d.Mi conforta essere riconosciuta come soggetto economico. Mi conferisce quellasolida affermazione di esistenza di cartesiana memoria: \u201cpago le tasse\u2026quindisono\u201d!<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l1 level1 lfo2\"><!--[if !supportLists]--><b>2.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/b><!--[endif]--><b>Gli ambiti di lavoro: promozione eprevenzione <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Superato loscoglio dell\u2019autopromozione e della spiegazione di ci\u00f2 che fa un consulentesociologo, spesso devo cercare di spiegare in quale posizione mi colloco nellapletora dei professionisti del benessere e della salute fisica, mentale erelazionale; generalmente spiego che il mio contributo si pone a livello dipromozione e di prevenzione. Non utilizzo sovente con il pubblico il termine\u201cclinico\u201d o \u201cterapeutico\u201d, sebbene siano i termini che meglio connotano il miolavoro sempre volto, laddove emerga un disagio, a decodificare i meccanismi diinterazione tra i modelli culturali di cui sono portatori i miei clienti e aindividuare quei conflitti rappresentativi e quelle discrasie che portano amanifestare il disagio stesso. Tuttavia, mi rendo anche conto di come iltermine \u201cclinico\u201d e \u201cterapeutico\u201d nell\u2019immaginario comune sottenda, spesso, auna implicazione di carattere medico. In pi\u00f9 di un\u2019occasione, infatti, mi \u00e8capitato di scontrarmi con il luogo comune: \u201cnon sono malato quindi non hobisogno di un terapeuta\u201d \u201candr\u00f2 da un terapeuta quando sar\u00f2 malato\u201d. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Nella miaesperienza, questo luogo comune porta con s\u00e9 diverse implicazioni: <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l4 level1 lfo3\"><!--[if !supportLists]-->1.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->La malattia viene generalmente percepita come undisagio di natura grave, che sfugge al controllo del singolo. Pertanto laterapia (o l\u2019intervento clinico) vengono vissuti come interventi di carattere\u201cmedico\u201d, o meglio, vengono considerati portatori di quel carattere altamentespecializzato in grado di trovare soluzioni laddove le competenze di sensocomune non siano in grado di arrivare. In tal caso lo \u201cspecialista\u201d vienevissuto come colui che ha la chiave per la guarigione. Chiave, per\u00f2, che ai pi\u00f9non sembra essere detenuta dal sociologo. Infatti, nel momento in cui ildisagio si acuisce al punto di destare allarme, il primo professionista a cui ilsingolo si rivolge \u00e8 lo psicologo, il quale sembra divenire il referenteprincipale anche per questioni che sarebbero di competenza del sociologo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l4 level1 lfo3\"><!--[if !supportLists]-->2.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Posto quanto sopra detto sulla rappresentazionedella malattia, nel grande pubblico, non ho rilevato una cultura dellaprevenzione. Cultura della prevenzione significherebbe vigilare costantementesul proprio stato di benessere e mettere in atto strategie relazionali in gradodi mantenerlo in equilibrio. Noto spesso l\u2019associare il concetto di \u201csano stiledi vita\u201d al fare sport, a mangiare cibi sani, a curare il proprio corpo,talvolta, fino alla deriva edonistica, ma non ho quasi mai rilevatol\u2019attenzione alle relazioni che si mettono in atto. Mi sento di affermare che,in generale, non esiste il bisogno di prevenire poich\u00e9 si ignora che laprevenzione passi anche attraverso la conoscenza del proprio tessutorelazionale e dei meccanismi di condizionamento sociale e mediale. Preveniresignificherebbe agire prima che il disagio esca dal controllo e venga percepitocome \u201cmalattia\u201d. Significherebbe acquisire delle competenze relazionali ingrado di costruire un sociale pi\u00f9 armonico, ma, soprattutto, significherebbecomprendere che, laddove il disagio non dipenda da cause interne (per esempiofisiologiche o neurologiche), esso \u00e8 la diretta conseguenza di una problematicarelazionale, che il malessere interiore \u00e8 lo specchio di un malessere sociale. Ed\u00e8 proprio a questo livello che la sociologia avrebbe molto da dire facendosicarico anche di una finalit\u00e0 pedagogica in grado di sensibilizzare allaprevenzione e ad aiutare il singolo a decodificare la propria realt\u00e0 per agiresulle proprie relazioni e conquistare benessere e consapevolezza. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l4 level1 lfo3\"><!--[if !supportLists]-->3.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->&nbsp;Utilizzare il termine \u201cterapia\u201d senza avereuna laurea in medicina o in psicologia significa essere passibili di denuncia.Questa affermazione credo che si commenti da sola e credo che meritiapprofondimenti in altra sede, approfondimenti, peraltro che si collegano conquanto pi\u00f9 volte ribadito nella nostra rete di sociologia clinica a propositodel riconoscimento della figura del sociologo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Il lavorosulla prevenzione consta, a mio avviso di due livelli di lavoro:<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l9 level1 lfo5\"><!--[if !supportLists]-->1.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Il primo livello \u00e8 quello della prevenzione toutcourt (da pre-venire: cio\u00e8 \u201cagire prima che l\u2019evento si verifichi),che comporta interventi di promozione del benessere orientati alla ricerca diun\u2019ottimizzazione del proprio stile di vita, dell\u2019acquisizione delle necessariecompetenze relazionali, empatiche ed autoriflessive. Quindi tali interventiagiscono prima che insorga il disagio; le iniziative assumono la connotazionedella divulgazione culturale e scientifica e la didattica si presenta nella suavalenza educativa, intesa come capacit\u00e0 di condurre verso un certo livello dimaturit\u00e0 e di consapevolezza (dal lat. educere: tirare fuori, allevare).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l9 level1 lfo5\"><!--[if !supportLists]-->2.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Il secondo livello di prevenzione attiene atipologie di intervento atte a evitare una degenerazione del disagio versoforme patologiche. In questo caso gli interventi hanno lo scopo di fornire aiclienti gli strumenti per la decodifica del proprio disagio, delle propriediscrasie o delle proprie intrasparenze cognitive con finalit\u00e0 di cambiamento. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l9 level1 lfo5\"><!--[if !supportLists]--><b>3.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/b><!--[endif]--><b>Natura dell\u2019intervento: il lavoro digruppo e il lavoro individuale<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Nonostante ledifficolt\u00e0 incontrate con il pubblico per inquadrare il mio ruolo e per educarealla prevenzione,&nbsp; con chi sceglie diaccettare la sfida, organizzo laboratori a tema oppure propongo percorsiindividuali.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Il lavoro digruppo \u00e8 molto coinvolgente e foriero di risvolti interessanti. Esso siconfigura come una ricerca-intervento organizzata su un tema di interessesocio-culturale attinente alla salute, agli stili di vita attivi, alla comunicazionee\/o ai processi culturali. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Prima diiniziare il laboratorio, che ha durata variabile nel tempo a seconda del temaaffrontato, somministro sempre una breve intervista semi-strutturata percomprendere motivazioni, aspettative e universi simbolici dei vari partecipanti.Chiarisco sempre le finalit\u00e0 del lavoro e le competenze che si andranno adacquisire. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Per ipartecipanti il lavoro di gruppo si configura come un\u2019occasione di arricchimentopersonale e per me esso si configura come un\u2019occasione di studio e diintervento sociale. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Per quantoattiene al piano didattico, il percorso si articola circolarmente sul binomioesperienza-teoria-esperienza, realizzando quella circolarit\u00e0 ricorsiva trateoria, metodo e prassi comune alla ricerca sociale (Cipolla, 1996). Comespiegher\u00f2 al paragrafo successivo, uno dei capisaldi del mio intervento staproprio nel riportare l\u2019apprendimento di concetti complessi all\u2019esperienzadiretta e multisensoriale del corpo, inteso come medium cognitivo. Questaaccezione l\u2019ho appresa studiando la filosofia yoga sotto la guida del compiantoProf. Pier Cesare Bori (Universit\u00e0 di Bologna) che, nell\u2019ambito dei suoi corsidi Filosofia Morale e di Storia delle Religioni, ha saputo darmi il necessariosupporto affinch\u00e8 conoscessi l\u2019interessante impianto cognitivo di questa scienzadella conoscenza, cos\u00ec antica eppure cos\u00ec attuale, che viene definita anchecome una filosofia pratica; \u201cpratica\u201d poich\u00e9 la conoscenza stessa poggiasul \u201cfare\u201d; ogni conquista cognitiva poggia sull\u2019esperienza diretta e nonmeramente speculativa del praticante che, partendo da una ferrea disciplinadelle relazioni che comprende lo sviluppo di qualit\u00e0 come: la non violenza, lasincerit\u00e0, la moderazione, l\u2019apprezzamento di ci\u00f2 che si ha, la generosit\u00e0, lacapacit\u00e0 di perdonare e la compassione, impara via via a entrare in se stesso ea disciplinare il proprio carico emozionale al fine di ottenere quellastabilit\u00e0 di mente necessaria per avviare un processo di autoriflessivit\u00e0 voltoa superare i condizionamenti sociali e a liberare il proprio spirito. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Le tecnichenecessarie ad ancorare l\u2019insegnamento di concetti complessi all\u2019esperienzacorporea necessitano di presupposti teorico-metodologici articolati e nonsintetizzabili in poche righe senza rischiare di perdere parte di quelpotenziale euristico necessario alla loro comprensione. Pertanto rimando latrattazione dell\u2019argomento a una successiva pubblicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">In questa sedeposso aggiungere alcune ulteriori considerazioni: &nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-left:46.4pt;mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l3 level1 lfo4\"><!--[if !supportLists]-->1)<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Il lavoro in team, pur lasciando spazio anchealla necessaria creativit\u00e0 che si accompagna alla imprevedibilit\u00e0 umana, passageneralmente attraverso diverse fasi guidate dall\u2019esperienza corporea in unottica di circolarit\u00e0 cognitiva che passa attraverso le seguenti fasi:<\/p>\n<p style=\"margin-left:72.0pt;mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l3 level3 lfo4\"><!--[if !supportLists]-->1.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Fase preparatoria, comprendente sempliciesercizi di respirazione volti a sciogliere tensioni e distrazioni e stimolarela concentrazione e l\u2019ascolto consapevole (fase pratica)<\/p>\n<p style=\"margin-left:72.0pt;mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l3 level3 lfo4\"><!--[if !supportLists]-->2.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Introduzione generale al tema (fase teorica)<\/p>\n<p style=\"margin-left:72.0pt;mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l3 level3 lfo4\"><!--[if !supportLists]-->3.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Esercizi individuali, a coppie o di gruppo ingrado di stimolare l\u2019esperienza diretta del tema (fase pratica)<\/p>\n<p style=\"margin-left:72.0pt;mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l3 level3 lfo4\"><!--[if !supportLists]-->4.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Confronto di gruppo, mediazione cognitiva,elaborazione dell\u2019esperienza (Fase di restituzione) <\/p>\n<p style=\"margin-left:72.0pt;mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l3 level3 lfo4\"><!--[if !supportLists]-->5.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Fase di approfondimento teorico <\/p>\n<p style=\"margin-left:72.0pt;mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l3 level3 lfo4\"><!--[if !supportLists]-->6.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Ricorsivit\u00e0 circolare delle fasi 2-5 fino alcompletamento del processo di apprendimento<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Una delle esperienze pi\u00f9 recenti e pi\u00f9 stimolanti cheillustrer\u00f2 nel dettaglio in una successiva pubblicazione \u00e8 stato il laboratorio\u201cApprendere l\u2019empatia\u201d realizzato nel 2019 con un gruppo di 20partecipanti (5 uomini e 15 donne) di et\u00e0compresa tra i 30 e i 50 anni, residenti nell\u2019hinterland bolognese, che hannoimparato ad applicare il metodo empatico alla comprensione della propria realt\u00e0sociale elaborando sul proprio vissuto il concetto di empatia mediante unapproccio multisensoriale che ha sotteso alla costruzione del sistemarappresentativo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Se,generalmente applico il lavoro di gruppo all\u2019ambito della promozione, e quindilo utilizzo in un\u2019ottica di prevenzione di primo livello, il lavoro individualesi pone generalmente al secondo livello di prevenzione, quando il clientelamenta gi\u00e0 una certa difficolt\u00e0 a decodificare il proprio vissuto ed \u00e8 animatodal desiderio di comprendere la sua situazione e ad elaborare strategie volte allarisoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Il lavoroindividuale presuppone sempre una co-costruzione dell\u2019intervento ed \u00e8 animatodalla necessaria creativit\u00e0 sociologica, che, naturalmente non deve essereintesa come approssimazione, ma come un\u2019apertura verso l\u2019inatteso e l\u2019inaspettato.La persona, infatti, per quanto condizionata dal proprio ambiente conservasempre un certo margine di autodeterminazione, margine che la consulenzasociologica vuole alimentare e sviluppare. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Tuttavia ilsetting di intervento che, soprattutto nella fase ricognitiva, passa attraversoil colloquio in profondit\u00e0, si svolge attraverso tappe strutturate: <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo6\"><!--[if !supportLists]-->1)<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Individuazione da parte del consulente dellaproblematica in atto, del sistema di rappresentazioni in gioco e individuazionedelle discrasie<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo6\"><!--[if !supportLists]-->2)<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Utilizzo di domande stimolo, foto stimolo oaltri strumenti stimolo in grado di aiutare il cliente a focalizzare ilproblema e a contestualizzarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo6\"><!--[if !supportLists]-->3)<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Co-creazione delle strategie di intervento <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Unacaratteristica che ritengo fondamentale nel setting di intervento \u00e8 l\u2019orientamentoall\u2019azione. La consulenza non si ferma all\u2019analisi speculativa, ma \u00e8 orientataalla progettazione del cambiamento, il che comporta un impegno fattivo dellapersona e una ferrea motivazione a compiere un lavoro. Per questo motivo tengosempre un colloquio orientativo volto a individuare la reale motivazione delcliente e, eventualmente, a orientarlo verso forme di terapia pi\u00f9 adeguate allesue reali esigenze.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l8 level1 lfo7\"><!--[if !supportLists]--><b>4.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/b><!--[endif]--><b>Strumenti <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Ogniintervento si avvale principalmente di metodologie qualitative, sebbene,talvolta l\u2019utilizzo di una base quantitativa pu\u00f2 rivelarsi utile a livello divalutazione.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Le tecnicheche utilizzo con maggiore frequenza sono: <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l7 level1 lfo8\"><!--[if !supportLists]-->1.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Tecniche \u201cclassiche\u201d: colloquio inprofondit\u00e0, interviste a diversi gradi di strutturazione,&nbsp; strumenti della sociologia visuale(somministrazione di immagini stimolo e di video, autoproduzione di immaginiesplicative da parte del cliente)<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l7 level1 lfo8\"><!--[if !supportLists]-->2.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Altre tecniche: elaborazioni grafiche,drammatizzazione corporea, costruzione di setting comunicativi<a href=\"file:\/\/\/F:\/PUBBLICAZIONI\/PUBBLICAZIONI_ACCADEMICHE\/UNIVERSITA'%20DAL%202021\/SOCIOLOGiA%20CLINICA\/ARTICOLI\/Consulenza%20sociologica-una%20storia%20di%20vita%20tra%20promozione%20e%20prevenzione.docx#_ftn1\" name=\"_ftnref1\" title=\"\"><!--[if !supportFootnotes]--><span><span style=\"font-size:11.0pt;line-height:107%;font-family:&quot;Calibri&quot;,sans-serif;mso-ascii-theme-font:minor-latin;mso-fareast-font-family:Calibri;mso-fareast-theme-font:minor-latin;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;mso-bidi-theme-font:minor-bidi;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:EN-US;mso-bidi-language:AR-SA\">[1]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l7 level1 lfo8\"><!--[if !supportLists]-->3.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]-->Pi\u00f9 raramente: analisi d\u2019ambiente eosservazione partecipante (utilizzati occasionalmente in fase ricognitivaladdove l\u2019intervento prevede di lavorare in situazione).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l5 level1 lfo9\"><!--[if !supportLists]--><b>5.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/b><!--[endif]--><b>Competenze<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Vi sono alcunecompetenze di base che ritengo imprescindibili al fine di ottenere quellanecessaria visione critica che consenta al singolo di decodificare la propriarealt\u00e0 sociale e ambientale ed ad agire sulle proprie relazioni: <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l2 level1 lfo1\"><!--[if !supportLists]-->1.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]--><b>Immaginazione sociologica<\/b>. Come sopraesposto, la capacit\u00e0 di riflettere su se stessi come soggetti liberi e nonvincolati da tutte quelle influenze sociali che condizionano inconsapevolmenteogni aspetto della vita quotidiana non dovrebbe essere solo caratteristicadello studio, ma un\u2019attitudine che chiunque voglia affrontare un percorso dicambiamento dovrebbe sviluppare. Il \u201cdecondizionamento\u201d \u00e8 un processo assaidifficile che necessita di molta disciplina e volont\u00e0 interiore e rappresentaspesso l\u2019ostacolo principale di fronte al quale molte persone preferisconoripiegare sulla propria zona di comfort anche se foriera di disagio. Eppuresenza una sensibilizzazione in tal senso ogni vissuto rischia di poggiare sullefragili fondamenta della risposta automatica, spesso orientata mediaticamente o,comunque, fortemente influenzata da rappresentazioni sociali acquisitepassivamente. Dopo anni di lavoro in questa direzione, ritengo utile affermareche non avviene alcun cambiamento radicale nell\u2019organizzazione delle nostrerappresentazioni se ci limitiamo a passare da una risorsa rappresentativa adun\u2019altra senza acquisire mai la necessaria autoriflessivit\u00e0 per comprendere chisiamo e quali sono i nostri bisogni pi\u00f9 profondi. Questa affermazione apre lastrada alle due successive competenze: empatia e orientamento al corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l2 level1 lfo1\"><!--[if !supportLists]-->2.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]--><b>Empatia<\/b>: Ritengo che il concetto cardineche permette un&#8217;apertura costruttiva verso il mondo sia il concetto di&nbsp; empatia poich\u00e9, sostanziandosi come quellacapacit\u00e0 di mettere tra parentesi (epoch\u00e9) i propri giudizi di valore o le conoscenzepregresse per poter cogliere la realt\u00e0 nella sua essenza fenomenica,rappresenta, a mio avviso, il fondamento per una valida ricerca qualitativa e,nell&#8217;ambito della vita quotidiana, la qualit\u00e0 che rende armoniose le relazioniinterpersonali, soprattutto riguardo agli ambiti di cura e di terapia. Eppurecapire e attuare l&#8217;empatia \u00e8 molto complesso perch\u00e8 non basta averne unacomprensione concettuale. L&#8217;empatia abbisogna senz&#8217;altro di una volont\u00e0cosciente a \u201cintenzionare\u201d l&#8217;oggetto realizzando l&#8217;epoch\u00e8 (fase della \u201cresa\u201d),tuttavia la \u201ccattura\u201d fenomenica avviene mediante un \u201csentire\u201d complesso cheimplica la concorsualit\u00e0 sensoriale e percettiva, prima di sfociare in unaelaborazione cognitiva; concorsualit\u00e0 che include anche l&#8217;altro da s\u00e9 verso ilquale occorre sviluppare la necessaria fiducia e apertura (cfr. Stein, 1998)<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l2 level1 lfo1\"><!--[if !supportLists]-->3.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]--><b>Orientamento al corpo.<\/b> Il corpo e le suerappresentazioni costituiscono oggetto di studio in numerosi ambiti, da quellosanitario a quello psicologico, da quello culturale a quello economico, maritengo che utilizzare il corpo come mezzo di apprendimento sia molto utile alsociologo al fine di costruire un intervento volto al cambiamento e allatrasformazione. Il corpo come complesso multidimensionale di funzionibiologiche, psicologiche e relazionali \u00e8 il mezzo e lo strumento mediante ilquale costruiamo le nostre rappresentazioni. Tutto ci\u00f2 che conosciamo ocrediamo di conoscere del mondo \u00e8 rappresentato sulla base delle nostrefunzioni cognitive e sulla nostra tendenza innata a organizzare i datisensoriali in costrutti semantici. Il corpo non \u00e8, quindi, &nbsp;solo un tessuto narrativo nel quale \u201cleggere\u201dreazioni e condizionamenti ma diviene un precipuo mezzo di acquisizionedell\u2019esperienza e di conoscenze anche complesse; uno strumento sul qualecostruire l\u2019esperienza educativa e\/o terapeutica<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l2 level1 lfo1\"><!--[if !supportLists]-->4.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><!--[endif]--><b>Flessibilit\u00e0 e orientamento all\u2019inatteso<\/b>.In una societ\u00e0 complessa ad elevata contingenza la capacit\u00e0 di portarecambiamenti al proprio sistema di rappresentazioni diviene particolarmenteutile e auspicabile. Spesso sollecito i miei clienti a non focalizzarsi sulproblema, ma sulla soluzione. Facendo leva su un vecchio proverbio che recita:\u201cAssieme al problema arriva anche la soluzione\u201d esorto i miei clienti afocalizzare la propria attenzione sul momento presente in cui il problema simanifesta e ad elaborare una serie di soluzioni e di alternative, spessochiedendo loro di scriverle in elenco. Una delle strategie che ho riscontratopi\u00f9 efficaci \u00e8 quella di ribaltare la prospettiva e di partire dall\u2019assioma cheuna soluzione esiste sempre e di stimolarli a trovare diverse opzioni perl\u2019azione. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l2 level1 lfo1\"><!--[if !supportLists]--><b>5.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/b><!--[endif]--><b>Orientamento alla relazione. <\/b>Il corsodei miei studi e delle mie esperienze in diversi ambiti del sociale mi haportato a concepire la realt\u00e0 in modo integrato mettendo al centrodell\u2019attenzione la relazione. Uno degli studiosi occidentali che esprimonomeglio questo concetto \u00e8, a mio avviso l\u2019antropologo e sociologo GregoryBateson. Considerare la relazione come realt\u00e0 emergente e non riducentesi allasomma dei soggetti in gioco significa ribaltare una prospettiva fortementecentrata sul soggetto, ma per questo fortemente proiettata alla separazione eal conflitto. Laddove al centro dell\u2019attenzione \u00e8 presente un confine chesepara piuttosto una realt\u00e0 che unisce non si pu\u00f2 parlare di integrazione e dicomunit\u00e0. Per questo una visione ecologica della societ\u00e0, appare possibile,solo ribaltando la cornice cognitiva che sta alla base del nostro vissutorappresentativo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;text-indent:-18.0pt;line-height:normal;mso-list:l6 level1 lfo10\"><!--[if !supportLists]--><b>6.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/b><!--[endif]--><b>Un bilancio in numeri<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Unatrattazione del lavoro sul campo non pu\u00f2, a mio avviso, concludersi senza unbilancio in numeri.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Durante unperiodo che intercorre dal 2007 al 2021 ho potuto lavorare con 1280 persone conuna media di circa 90 persone l\u2019anno, il 30% circa delle quali ha seguito lemie proposte formative per un periodo uguale o superiore ai 5 anni, il 40% perun periodo che va da 2 a 4 anni e un 30% per meno di 2 anni. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Generalmentesul totale delle persone che fanno un colloquio orientativo circa l\u20191% non \u00e8disponibile a proseguire il percorso (di gruppo o individuale) proposto.Generalmente le cause sono legate alla mancanza di disponibilit\u00e0 a farsi caricodi un processo di cambiamento, spesso per paura delle conseguenze sul propriotessuto relazionale. Questo timore si fa strada anche in coloro che decidono diintraprendere il percorso e si fa presente soprattutto al momento di prenderedecisioni importanti che cambieranno la propria vita. Una larga maggioranzaabbandona la sfida quando \u201cil gioco si fa duro\u201d, e, purtroppo, solo l\u20191-2%completa il proprio percorso. <\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Ritengotuttavia che, indipendentemente dalla scelta di abbandonare o meno un percorsopedagogico, l\u2019intervento sociale lasci comunque degli strumenti utili che star\u00e0al singolo decidere di applicare o meno.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">Ritengo per\u00f2che l\u2019impegno della sociologia in un\u2019ottica di sensibilizzazione allaprevenzione e alla responsabilit\u00e0 possa influire positivamente per ampliare lepossibilit\u00e0 di cambiamento sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;line-height:normal\"><strong>Francesca Rossetti,<\/strong>&nbsp;aprile 2022<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\"><b>Riferimenti Bibliografici <\/b><\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Bateson G. (1994), Mente enatura, un\u2019unit\u00e0 necessaria, Adelphi, Milano<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Bateson G. (1977), Versoun\u2019ecologia della mente, Adelphi, Milano<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Bateson G. (1997), Una sacraunit\u00e0. Altri passi verso un\u2019ecologia della mente, Adelphi, Milano<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Benvenuti L. (2001),&nbsp; Malattie mediali. Un\u2019introduzione allasocioterapia, Baskerville, Bologna<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Benvenuti L. (2008), Lezionidi socioterapia. La persona media\/afferma e media\/mente, Baskerville,Bologna<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Bori P. \/(1995), Per unconsenso etico tra culture, Marietti, Torino<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Cipolla C. (a cura di) (1996), Teoriadella metodologia sociologica, FrancoAngeli, Milano<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Eliade M. (1999), Yogaimmortalit\u00e0 e libert\u00e0, Bur, Rizzoli, Milano<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Giddens A. ( 1994), Leconseguenze della modernit\u00e0. Fiducia e rischio, sicurezza e pericolo, IlMulino, Bologna <\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Grasselli F. e Salomone M.(2021), La prospettiva teorico-metodologica della sociologia clinica, \u201cQuadernidi sociologia clinica\u201d, XXXI, HomelessBook<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Mills W. (2018), Immaginazionesociologica, il Saggiatore, Milano<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Minardi E. e Cifiello S. (2005), Ricercazione.Teoria e metodo del lavoro sociologico, FrancoAngeli, Milano<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Minardi E. (1992), Lacostruzione dell\u2019intervento sociale: il sociologo e gli altri operatori delsociale work, \u201cSociologia e ricerca sociale\u201d, XXXVIII, FrancoAngeli, Milano<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Rossetti F. (2004), Il ciclometodologico delle ricerche sulla salute&#8221;&nbsp;in Cipolla C. (a curadi),&nbsp;Manuale di Sociologia sanitaria,&nbsp;vol. 2, FrancoAngeli,Milano<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Rossetti F. (2004)<b>,<\/b>&nbsp;Unametodologia integrata per l&#8217;analisi socio-culturale del contenziososanitario.&nbsp;in Cipolla C. (a cura di),&nbsp;Il contenziososocio-sanitario. Una indagine nazionale,&nbsp;FrancoAngeli, Milano<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Rossetti F. (2011), La ricercadell\u2019Eden. Yoga tra arte e scienza, Baiesi, Bologna (disponibile in openaccess su www.academia.edu)<\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Rossetti F. (2021) (con BrunoR.T. e Urbani T.) <span lang=\"EN-US\">&#8220;Theunhappy society: in search of a new paradigm to face the&nbsp;unexpected&#8221;,Atti del Convegno Internazionale per la Scuola Democratica &#8211; &#8220;Citizenship,Work and the Global Age&#8221; Vol. 1,&nbsp;<\/span><a href=\"https:\/\/www.scuolademocratica-conference.net\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2nd-SD-Conf.-Proceedings-Vol.-I.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span lang=\"EN-US\" style=\"color: windowtext;\">https:\/\/www.scuolademocratica-conference.net\/proceedings\/<\/span><\/a><b><span lang=\"EN-US\">&nbsp;<\/span><\/b><span lang=\"EN-US\">(stampa in open access, scaricabile)<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height:normal\">Stein E. (1998), il problemadell\u2019empatia, ed. Studium, Roma<\/p>\n<\/p>\n<p><!--[if !supportFootnotes]--><!--[endif]--><\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/\/F:\/PUBBLICAZIONI\/PUBBLICAZIONI_ACCADEMICHE\/UNIVERSITA'%20DAL%202021\/SOCIOLOGiA%20CLINICA\/ARTICOLI\/Consulenza%20sociologica-una%20storia%20di%20vita%20tra%20promozione%20e%20prevenzione.docx#_ftnref1\" name=\"_ftn1\" title=\"\"><!--[if !supportFootnotes]--><span><span style=\"font-size:10.0pt;line-height:107%;font-family:&quot;Calibri&quot;,sans-serif;mso-ascii-theme-font:minor-latin;mso-fareast-font-family:Calibri;mso-fareast-theme-font:minor-latin;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;mso-bidi-theme-font:minor-bidi;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:EN-US;mso-bidi-language:AR-SA\">[1]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/a> Anche inquesto caso rimando la descrizione dettagliata delle suddette tecniche a successivepubblicazioni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Presentazione \u201cCarissima Francesca, grazie! 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